Un distretto gourmet nel cuore di Roma

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Nei dintorni di via Giulia a Roma esiste un vero e proprio distretto gourmet, con un’incredibile concentrazione di luoghi del gusto.
Fu Anthony Genovese a insediarsi 15 anni fa con il suo ristorante Il Pagliaccio, due stelle Michelin, nel’’antica via dei Banchi Vecchi.
Nel novembre del 2015 è stata la volta di Giulio Terrinoni, che con il suo ristorante Per Me ha in breve conquistato la prima stella Michelin. Situato a vicolo del Malpasso, che da via dei Banchi Vecchi conduce all’elegante via Giulia.
A San Valentino del 2017 è stata la volta di Pipero, una stella Michelin, adagiato sul rettifilo di Corso Vittorio Emanuele. Locale arioso ed estremamente elegante, con una proposta ancora una volta diversa, concentrata su piatti di terra interpretati dal giovane Luciano Monosilio.
La palma del locale più antico del distretto gourmet va senza dubbio a Settimio in via del Pellegrino, una delle principali trattorie storiche della città. Chi viene qui non fa caso all’arredo minimal, e l’accoglienza è talmente informale che alla fine del pasto ci si aspetta quasi che al cliente venga chiesto di sparecchiare. Ma i sapori sono quelli autentici della cucina romana casereccia, quella di una volta. Una tradizione ripresa in versione “chic” da Arcangelo Dandini, che poco più avanti, in via dei Banchi Vecchi, ha aperto nel 2013 il Supplizio.
Convinto anche Daniele Dallas Mannis che dalla sua Osteria 140, specializzata in cucina prevalentemente marinara con annesso oyster club, a pochi metri dal Supplizio, definisce il quartiere la Hell’s Kitchen romana. Presidia via dei Banchi Vecchi dal 1983 l’enoteca Il Goccetto. Oltre 800 le etichette italiane e straniere, ambiente rétro e vecchia insegna “Vino e Olio” e sono in tanti che affollano questo indirizzo di culto. Impossibile non esserci stati almeno una volta, anche solo per un calice sorseggiato in piedi e sulla strada.

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