Il turismo della birra

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Il turismo della birra è un fenomeno che sta catturando l’attenzione sia degli addetti ai lavori che degli utenti perché la produzione di birra artigianale è un settore in continua espansione che coinvolge sia i giovani che i meno giovani.
Non è una tendenza solo italiana, si pensi, ad esempio, al numero di micro-birrifici che negli Stati Uniti è passato da 843 a 3132 dal 2011 al 2016 (Brewers Association 2017).
In Europa, l’Italia si trova al quinto posto in questa classifica dietro Regno Unito, Francia, Germania e Svizzera.
In Italia, tra il 2008 e il 2016, il numero delle imprese del settore è sestuplicato passando da 113 a 718. Questo fa della produzione di birra un importante volano di crescita e promozione turistica di interi territori.
Il proliferare di micro-birrifici artigianali ha creato anche nuove opportunità di lavoro aumentando la richiesta di nuove competenze e professioni come, ad esempio, l’hospitality manager.
In Italia, al momento, operano circa un migliaio di micro-birrifici artigianali che cercano di lavorare con ingredienti selezionati, utilizzando metodi di produzione manuali, in grado di affascinare il potenziale visitatore. Si stanno diffondendo sempre più dei veri e propri percorsi di visita legati alla scoperta della birra.
Oltre a proporre abbinamenti con i vini, molti ristoratori hanno cominciato a proporre alla clientela percorsi gastronomici incentrati sulla birra, potendo contare su moltissime varianti di birra e di abbinamenti. I percorsi del gusto permettono ai ristoratori di valorizzare i loro piatti, proponendoli in abbinamento a specifiche tipologie di birre legate alla tradizione del territorio. Finora la ristorazione ha puntato soprattutto sull’abbinamento dei vini ai piatti, ma la grande varietà della cucina italiana permette di fare la stessa cosa con la birra e quindi di soddisfare una domanda in continua crescita.

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