Il boom del cibo a domicilio di Just Eat

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Sbarcata in Italia nel 2011, Just Eat, il servizio online di consegna pasti a domicilio, conta oltre 4.500 ristoranti affiliati in Italia con oltre 400 comuni serviti.

Just Eat opera in 13 paesi in tutto il mondo, con un fatturato di oltre 400 milioni di euro. La società dovrà però fare i conti con rivali sempre più numerosi, tra cui il servizio di consegna pasti di Uber, UberEats, già attivo in Canada, Stati Uniti, Francia, Singapore e Regno Unito dove Just Eat ha sede.

Il punto di forza di Just Eat sta però nella capillarità del servizio: «A differenza dei nostri rivali, non serviamo solo le principali città», precisa il country manager per l’Italia Daniele Contini. «L’Italia è un paese in cui valutiamo di avere 7 milioni di clienti potenziali, che in larga parte vivono nei piccoli centri e hanno gusti molto diversi da una regione all’altra».

Per quanto riguarda la tipologia di pasti consegnati, non ci sono particolari sorprese:
al primo posto si trova la pizza, seguita dal sushi, dalla cucina cinese e dagli hamburger.

Ma si assiste anche a una crescita di richieste di cibo sano e cucina greca: «Si tratta di trend globali», prosegue Buttress. «I gusti dei clienti diventano più vari e il nostro compito è quello di riuscire ad avere un’offerta sempre più ampia».

In questo settore specifico, la tecnologia gioca un ruolo decisivo: gli utenti non vogliono visualizzare tutti i ristoranti affiliati a Just Eat, ma solo quelli che possono interessare loro. Grazie ai big data, è possibile conoscere i gusti di ogni singolo cliente e mostrargli solo i ristoranti più adatti a lui: «Abbiamo 40 analisti il cui lavoro consiste nell’incrociare i dati per permettere alla piattaforma di capire con precisione che cosa il cliente si aspetta da noi», spiega il CEO di Just Eat.

L’aspetto più delicato dei pasti a domicilio, però, sono i tempi di consegna,

prosegue Buttress, «Non abbiamo 24 ore di tempo per consegnare la merce; le persone si aspettano che ciò che hanno ordinato arrivi in circa tre quarti d’ora. Per questo stiamo migliorando il sistema di notifiche, che presto informerà gli utenti quando il ristorante ha ricevuto l’ordine, quando è stato trasmesso in cucina, quando è stato consegnato al corriere e altro ancora: allo scopo di rendere l’attesa sempre più sopportabile».

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